Identità di genere e sessualità nelle opere di Goliarda Sapienza

Vi segnalo qua una mia pubblicazione che analizza le opere autobiografiche di Goliarda Sapienza.

Identità di genere e sessualità nelle opere di Goliarda Sapienza: finzioni necessariamente queer in «Quel sogno d’essere» di Goliarda Sapienza. Percorsi critici su una delle maggiori autrici del Novecento italiano, a cura di Giovanna Providenti (Aracne, 2012)

«Quel sogno d'essere» di Goliarda Sapienza. Percorsi critici su una delle maggiori autrici del Novecento italiano

Questo capitolo esamina come le finzioni identitarie queer si esprimano nei complessi testi autobiografici di Goliarda Sapienza, che si potrebbero leggere come un «intreccio aperto» e queer di soggettività esplicitamente non-monolitiche. Le sue autobiografie, come molte autobiografie di donne, cercano non solo di istaurare un soggetto sovrano, ma anche di premere ai margini del soggetto razionale, ai margini di ciò che è stato storicamente riconosciuto come «autobiografia».

Facendo riferimento a Lettera aperta, Il filo di mezzogiorno, Le certezze del dubbio, L’arte della gioia, e Io Jean Gabin, questo capitolo esplora come le finzioni queer formulate da Sapienza prendano consistenza attraverso questi testi. Sostengo che il suo modo di narrare la sua identità di genere e la sua sessualità sia allo stesso tempo progressista e ancorato a modelli normativi, visto che vi è alternanza tra riproponimento e constestazione di norme socio-culturali.. Per Sapienza, anticipando riflessioni che saranno fatte in seguito da Judith Butler nel suo rinomato Gender Trouble, essere incarnati in un corpo e avere un determinato sesso e un determinato genere è una condizione performativa, piuttosto che una serie di percorsi determinati biologicamente. Sapienza dipinge le identità sessuali e di genere come «mestieri» che vengono appresi; come osserva Anita Gensabella, «il termine «imparare» è ricorrente» nell’opera di Sapienza. Inoltre Sapienza ci ricorda che non siamo solo soggetti alle regole del mestiere che ci viene tramandato ma che possiamo progredire da una iniziale condizione che ci vede «dilettanti», e che dunque giochiamo un ruolo attivo in questo processo. Tuttavia, come anticipato, Sapienza a volte si ferma prima di articolare/creare un sè più radicale, esita a fargli prendere consistenza, o esprime persino un’omofobia interiorizzata. Qui un varco comincia ad aprirsi; non è più questione di che cosa sia vissuto o scritto, ma di che cosa rimanga di non-vissuto e non-scritto, di inarticolato—di quelle necessarie finzioni sessuali nascoste tra le righe dei suoi testi.

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About Charlotte Ross

I'm a lecturer and researcher at the University of Birmingham, UK. My main interests are contemporary Italian culture, and gender and sexuality. My current project explores the representation of lesbian identities and desire between women in Italian novels and media, from 1870 to the present day.
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